Il 19 marzo 1958 si tiene la sessione costitutiva dell’Assemblea parlamentare europea, composta da 142 deputati designati dai parlamenti nazionali. L’Assemblea parlamentare europea si sostituisce alla Assemblea comune della CECA.
Il 30 marzo 1962 l’Assemblea parlamentare europea muta la propria denominazione in Parlamento Europeo.
Il 22 aprile 1970, in Lussemburgo, viene firmato un trattato che modifica alcune disposizioni sul bilancio comunitario ed accresce i poteri del Parlamento Europeo.
Il 1 gennaio 1973 entrano a far parte della Comunità Economica Europa altri tre Paesi: Irlanda, Regno Unito e Danimarca. Gli Stati aderenti alla CEE salgono a nove.
Il 22 luglio 1975, a Bruxelles, viene firmato un trattato che rafforza ulteriormente i poteri del Parlamento Europeo sul bilancio. In particolare è possibile la bocciatura del bilancio.
Nel 1979, dal 7 al 10 giugno, nei nove Paesi della CEE viene eletto il Parlamento Europeo (PE) mediante suffragio universale. Con la elezione del Parlamento Europeo mediante suffragio universale prende avvio il rafforzamento delle Istituzioni comunitarie e la loro partecipazione democratica.
La francese Simone Veil è il primo Presidente del PE.
Il 1 gennaio 1981 la CEE si amplia: entra la Grecia. I Paesi della CEE diventano dieci.
Il 1 gennaio 1986 la CEE si amplia nuovamente con due Paesi da pochi anni affrancatisi da regimi totalitari. Si tratta di Spagna e Portogallo. Siamo all’Europa dei Dodici.
Il 1 luglio 1987 entra in vigore l’Atto Unico Europeo che ufficializza la denominazione PARLAMENTO EUROPEO e introduce nuove norme di cooperazione e di parere conforme che ne accrescono il potere legislativo.
Il 7 febbraio 1992, a Maastricht, i Dodici della CEE siglano il Trattato sull’Unione Europea (UE) che entrerà in vigore il 1 novembre 1993. L’Unione sempre più stretta fra i popoli dell’Europa, non solo economica, si fonda su tre Pilastri: la Comunità Europea (CE), la Politica Estera e la Sicurezza comune (PESC), la Cooperazione nei settori della Giustizia e degli affari interni (CGAI). Al Parlamento Europeo viene attribuito nuovo potere legislativo su 15 basi giuridiche.
Il 1 gennaio 1995 la UE cresce: aderiscono altri tre Paesi. Con Austria, Svezia e Finlandia siamo all’Unione Europea dei Quindici.
Il 2 maggio 1998 nasce l’€uro, la moneta unica. Aderiscono alla moneta unica, abbandonando le vecchie monete nazionali, undici dei quindici Paesi dell’UE. Rimangono con le monete nazionali Gran Bretagna, Danimarca, Svezia. In questa fase non può ancora aderire la Grecia in quanto alcuni dei parametri fissati col Trattato di Maastricht non sono rispettati. La Grecia aderirà alla moneta unica dal 1 gennaio 2001.
Le banconote e le monete in €uro entrano in circolazione il 1 gennaio 2002. Al giugno 2008 l’€uro circola nei seguenti Stati:
- Stati membri dell’UE: Belgio, Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro (dal 1° gennaio 2008), Lussemburgo, Malta (dal 1° gennaio 2008), Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Slovenia (dal 1° gennaio 2007) e Finlandia.
- Paesi europei che hanno adottato l’euro sulla base di un accordo formale concluso con la Comunità europea: Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Città del Vaticano.
- Stati o territori che utilizzano l’euro senza avere concluso alcun accordo formale: Andorra, Montenegro e Kosovo.
- Isole, dipartimenti e territori d’oltremare appartenenti o associati a un paese dell’area dell’euro: Guadalupa, Guiana francese, Martinica, Mayotte, Riunione, Saint-Pierre e Miquelon, Terre australi e antartiche francesi.
Il 1 maggio 1999 entra in vigore il Tratto di Amsterdam che accresce i poteri del Parlamento Europeo sottoponendo a co-decisione ben 32 basi giuridiche.
Il 7 dicembre 2000, a Nizza, in occasione del Consiglio europeo viene proclamata la Carta dei diritti fondamentali.
Il 1 maggio 2004 l’UE si allarga nuovamente. Entrano nell’Unione Europea altri 10 Paesi: Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta Polonia, Slovenia, Slovacchia e Ungheria. L’UE conta 25 Paesi aderenti.
Dal 10 al 13 giugno 2004 si svolgono le prime elezioni del Parlamento Europeo con ben 25 Paesi interessati.
Il 29 ottobre 2004, a Roma, viene firmata la Costituzione Europea da 25 Capi di Stato e di Governo dei Paesi dell’Unione. Purtroppo il Trattato che adotta la Costituzione Europea non è stato ratificato da tutti gli Stati membri, di conseguenza non è entrato in vigore.
Il processo di allargamento non si arresta: il 1 gennaio 2007 entrano nell’Unione Europea altri due paesi: Bulgaria e Romania. Siamo arrivati all’Europa dei 27.
Il 13 dicembre 2007, a Lisbona, i Capi di Stato e di governo siglano il Trattato di Riforma che ha l’obiettivo di accrescere la capacità d'azione dell'Unione Europea in vista delle nuove sfide globali: cambiamenti climatici, energia, sicurezza, terrorismo internazionale, criminalità organizzata, immigrazione. Una delle principali novità introdotte riguardava la creazione di un Presidente permanente del Consiglio Europeo. Inoltre, un Alto Rappresentante per la politica estera avrebbe dovuto presiedere il Consiglio degli Affari Esteri. Per quanto riguarda la Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione europea, essa viene considerata imprescindibile, avendo lo stesso rango legale dei Trattati. La Carta dei diritti fondamentali è stata solennemente proclamata dai Presidenti delle tre Istituzioni (Parlamento Europeo, Commissione e Consiglio Europeo) il 12 dicembre 2007 a Strasburgo. Infine, viene introdotto un nuovo meccanismo che permette ai Parlamenti nazionali un maggiore controllo della sussidiarietà.
Al Parlamento Europeo viene attribuito potere legislativo su 86 basi giuridiche.
Il Trattato di Riforma è stato ratificato dai Parlamenti di 18 Stati. Purtroppo è stato bocciato dal Referendum popolare indetto dall’Irlanda il 12 giugno 2008.
Oggi si tratta di trovare una strada per rafforzare il processo di riforma dell’UE, per la democrazia e la trasparenza delle decisioni, prima dello svolgimento delle prossime elezioni Europee del giugno 2009.




