La Commissione ha proposto lo scorso 28 gennaio un piano per utilizzare 5 miliardi di euro provenienti dai fondi non utilizzati della Pac, previsti in bilancio per gli anni 2008, 2009 e 2010.Di questi, 500 milioni di euro sarebbero destinati a finanziare le nuove sfide previste nell’Health Check, 1 miliardo di euro per potenziare la rete internet a banda Larga nelle aree rurali ed i restanti 3,5 miliardi di euro da investire in progetti “energetici”.
Si tratta di fondi non tutti disponibili ed i 27 paesi non hanno raggiunto un accordo sulla lista definitiva degli interventi, ma sembra certa l’intenzione di tutti di “tagliare” i fondi destinati in un primo momento all’Agricoltura.
Non è certo un buon segnale per il settore agricolo, come non lo era stato l’utilizzo di fondi non spesi prelevati lo scorso anno dalla Politica agricola comune per finanziare il nuovo Sistema satellitare europeo “Galileo”.
Di questo si discuterà nei prossimi mesi, non appena sarà insediato il nuovo Parlamento Europeo e si avrà più chiarezza sui tempi e sui modi dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.
Ma un aspetto è già certamente chiaro: la Commissione negli anni passati ha introdotto dei meccanismi di spesa in agricoltura per cui ogni euro non speso rientra, indifferenziato, nelle casse europee.
Quindi il tema dell’efficienza burocratica della spesa, posto tutto a carico degli stati membri, ha introdotto il principio di “chi più è inefficiente, più è contribuente netto”.
Insomma, lo Stato membro che ha l’amministrazione pubblica che sbaglia di più, o è meno capace di gestire e programmare, cede parte della propria quota a chi è più bravo.
Anche per questo è necessario che il Sistema Italia recuperi velocemente il tempo perduto è si allinei a quei paesi che hanno fatto dell’efficienza della propria amministrazione il primo vero servizio alle Imprese.
Giuseppe Alagia
Sede Cia di Bruxelles




