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Parlamento Europeo, iniziano le trattative sugli assetti istituzionali.

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commissione_europea.jpgMentre sembra scontato il voto di fiducia al Presidente della Commissione Barroso, la trattativa per gli assetti dell’Europarlamento sembra più complicata. Nella scorsa legislatura era stato sancito un accordo tra PPE e PSE per la presidenza: due anni e mezzo per ciascun Gruppo. Oggi, con la probabile inclusione dei Liberali nell’accordo, quest’ultima formazione potrebbe rivendicare “una stagione” alla presidenza del Parlamento Europeo. Quindi, la matassa inizia ad intrigarsi, ed entrano in campo valutazioni di politica interna e di equilibrio all’interno dei Gruppi parlamentari. Ad esempio, a fronte del calo elettorale sofferto, sarà interessante capire se rimarranno le resistenze del PSE al cambio di denominazione del Gruppo poiché, prima delle elezioni, il PSE aveva dichiarato la indisponibilità a modificare denominazione, rapporti ed assetti del Gruppo parlamentare al fine di rafforzare la scelta di campo dei deputati provenienti dal PD italiano (che sono ben 21). Sul versante del PPE, l’argomento in discussione è la presidenza del Parlamento tra il candidato italiano Mario Mauro (PDL) e il candidato polacco Jerzy Buzek (del partito del premier Donald Tusk). Ago della bilancia, tenuto conto che la crescita del PDL italiano non è stata delle dimensioni attese ed annunciate, è la formazione dei democristiani tedeschi. Se la delegazione del PDL italiano (29 deputati) sarà identica a quella dei democristiani polacchi, come sembra, è del tutto plausibile che la preferenza tedesca converga sul candidato polacco. Pare che a questa preferenza non siano estranei i recenti gossip che hanno interessato la dirigenza italiana del PDL. In questa situazione, è del tutto plausibile che la delegazione italiana nel PPE possa dar battaglia, e per questo non è escluso che il PPE, per evitare il prolungarsi di lotte intestine, decida di lasciare ad un liberale la presidenza del Parlamento. In tale situazione, nel prossimo quinquennio avremmo due anni e mezzo di presidenza socialista e due anni e mezzo di presidenza liberale.