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La Commissione Europea ha diffuso la Relazione 2009 sulle finanze pubbliche

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Joaquín Almunia, commissario europeo responsabile degli affari economici e monetari“Le esperienze del passato sono lezioni utili che ci insegnano che è possibile contenere i costi pubblici delle crisi bancarie e quali fattori possono facilitare il ripristino di finanze pubbliche sane. L’efficacia degli incentivi derivanti dalla politica di bilancio a breve termine dipende sostanzialmente da un impegno credibile di eliminare tali incentivi non appena l’economia si riprenderà. Una solida governance fiscale, in particolare delle norme fiscali nazionali, costituisce un fattore di successo. Per quanto riguarda la soluzione della crisi bancaria, una strategia trasparente, determinata e rapida, senza ritorno a una certa “tolleranza regolamentare”, così come un trattamento equo e uniforme degli operatori del mercato, sono indispensabili per ridurre il suo impatto sulle finanze pubbliche.” ha dichiarato Joaquín Almunia, commissario europeo responsabile degli affari economici e monetari.

L’Europa sta affrontando la più grave recessione dopo la II Guerra mondiale e il Piano europeo per la ripresa economica tenta di supportare le economie in difficoltà grazie al sostegno fiscale.
Tuttavia, l’incremento dei debiti pubblici, delle passività per sostenere il settore finanziario, il previsto aumento delle spese connesse all’invecchiamento della popolazione e un rallentamento della crescita accrescono le preoccupazioni sulla sostenibilità delle finanze pubbliche. Per questo l’Unione Europea deve prevedere una strategia per uscire dalla crisi. Inoltre è necessario ristabilire la fiducia dei consumatori, delle imprese e del mercato finanziario, come indicato dalla Relazione 2009 sulle finanze pubbliche.
La Relazione 2009 sulle finanze pubbliche, diffusa il 23 giugno, esamina le politiche di bilancio degli Stati membri per affrontare la crisi economica e finanziaria, nonché le prospettive delle finanze pubbliche. L’attuale politica di bilancio apporta all’economia (periodo 2009-2010) un sostegno pari al 5% del PIL, pari a oltre 600 miliardi di euro, cui vanno aggiunte le misure adottate a sostegno delle banche. Nel 2009, il maggiore incentivo di politica di bilancio in termini di percentuale del PIL è stato attuato da Spagna (2,3%), Austria (1,8%), Finlandia (1,7%), Regno Unito (1,4%), Germania (1,4%9 e Svezia (1,4%). La media dei 27 paesi è dell’1,1%. Il contributo dell’Italia è dello 0% poiché, come precisato nella relazione, le misure fiscali adottate sono sostanzialmente neutralizzate con le manovre di contenimento del debito pubblico.
La Relazione afferma che i paesi in cui si è verificata la maggiore espansione del credito e del mercato immobiliare hanno registrato anche un crescente disavanzo, le entrate fiscali più elevate e la crescita più rapida delle spese pubbliche. Si tratta degli stessi paesi che oggi registrano il calo più marcato delle entrate fiscali.
La relazione analizza i costi di bilancio delle crisi finanziarie del passato e ne trae importanti conclusioni per la gestione della crisi attuale.
Oltre ai costi di bilancio diretti degli interventi nel settore finanziario, gli elevati disavanzi di bilancio dovuti alla marcata recessione contribuiscono ad aumentare l’indebitamento delle amministrazioni. Secondo le previsioni di primavera della Commissione, il debito pubblico dell’UE dovrebbe passare mediamente da quasi il 60% del PIL nel 2007 - il livello più basso dalla firma del Trattato di Maastricht – a quasi l’80% nel 2010.
 

Il testo della Relazione 2009 sulle finanze pubbliche è disponibile (in lingua inglese) al sito http://ec.europa.eu/economy_finance/thematic_articles/article15380_en.htm